FGiallume
della lattuga
(Lactuca
sativa L.)
La malattia è stata riscontrata specialmente in coltivazioni dell'Italia meridionale e centrale, ma è presente anche nella regione F-VG.
Sintomatologia
Le piante infette presentano inizialmente foglie basali con sviluppo e profilo quasi normale; procedendo verso il centro del cespo, le dimensioni delle foglie si riducono drasticamente fino ad arrivare ad appendici molto piccole e ad abbozzi con portamento eretto costituiti dalla sola nervatura centrale. Le foglie centrali hanno inoltre colorazione verde pallido clorotica, con ingiallimenti internervali e presentano ispessimenti della lamina, che assume consistenza vetrosa.
Osservando le nervature principali (costole) si nota una colorazione rosso-bruna, che può interessare i tessuti interni ed essere poco visibile oppure essere accompagnata da una sacca costituita dall'epidermide, che trattiene un'abbondante quantità di latice ossidato (che talvolta può rompersi facendo fuoriuscire il contenuto). Talvolta si ha un contorcimento e un ripiegamento verso l'alto delle foglie e un loro restringimento nella parte medio-basale (foglie a orecchio di coniglio).
Le piante infette rimangono nane essendoci l’inibizione di sviluppo dell’apice vegetativo e non producono un cespo commerciabile. Nelle coltivazioni da seme le piante infette non producono lo scapo fiorale, sebbene possano sopravvivere per periodi abbastanza lunghi. Nelle infezioni tardive si ha la formazione dello scapo fiorale con fiori virescenti e solo occasionalmente fertili. Sezionando l’ipocotile si nota la necrosi dei tessuti floematici mentre i tessuti delle radici appaiono normali (Iengo et al., 1986; Aliotto et al., 1987).
Eziologia
Nei campioni
raccolti nella Riviera ligure è stata trovato il fitoplasma del giallume europeo dell’astro
(16SrI-B) (Marzachì et al., 1999). Campioni di lattuga
provenienti da altre aree, ospitavano fitoplasmi del gruppo 16SrI-B
e l’agente del giallume del crisantemo (Minucci et al. 1999).
Epidemiologia
Il fitoplasma
associato al giallume della lattuga nella Riviera ligure è stato
trasmesso a pervinca (C. roseus) e ad altre dodici specie di piante tramite il principale
vettore, la cicalina Macrosteles quadripunctulatus Kirschb.,
(Minucci et al., 1994). Il fitoplasma può essere trasmesso
da cicaline appartenenti anche ad altre specie.
Lo svernamento del patogeno può avvenire su erbe-serbatoio (biennali o perennanti), compreso il tarassaco o anche negli adulti di cicaline vettori.
Misure
di controllo
Non
si conoscono cultivar di lattuga resistenti o tolleranti alla fitoplasmosi.
Misure preventive,
anche se non possono dare garanzie assolute di successo, consistono
in: eliminazione delle erbe-serbatoio del fitoplasma che crescono nelle
vicinanze dei campi di lattuga; controllo dei vettori con insetticidi;
coltivazione della lattuga in aree lontane dai campi ove si erano manifestate
infezioni in precedenza.