I fitoplasmi > Fitoplasmosi delle erbacee spontanee o coltivate

Fillodia dei Trifogli
(Trifolium pratense L. e Trifolium repens L.)






E' una malattia abbastanza diffusa nell’Italia settentrionale che può portare alla perdita della coltivazione in pochi anni.



Sintomatologia

Il primo sintomo interessa le foglie più adulte, che assumono inizialmente un colore giallo-aranciato, indi giallo-rossastro ed in seguito necrosi a partire dal bordo. Nel contempo si verifica la comparsa di scopazzi e di fenomeni di virescenza, fillodia e proliferazione; subentano quindi necrosi ad andamento basipeto, che interessano sia le radici sia il fusto e le sue ramificazioni e quindi la morte della pianta.


Eziologia

Da uno studio compiuto in F-VG adottando varie tecnologie (Firrao et al., 1996) è emerso che la malattia può essere causata indipendentemente da due fitoplasmi filogeneticamente distinti. Uno di essi (presente su una parte delle piante) ha mostrato la tipica banda dell’agente della fillodia del trifoglio descritto in Canada (CCPh). Il secondo ha un’alta similarità (> del 98%) con fitoplasmi appartenenti al gruppo della X disease ed è stato denominato fitoplasma della fillodia italiana del trifoglio - ICPh). In un caso è stata trovata un’infezione doppia dei due fitoplasmi.

Nella trasmissione su pervinca i due fitoplasmi hanno indotto sintomi diversi: foglie allungate ICPh e rotonde CCPh.

ICPh-fitoplasma è stato rilevato in piante di Crepis biennis, Taraxacum officinale e Leucanthemum vulgare, con sintomi tipo fitoplasmi e che crescevano nelle vicinanze delle piante di trifoglio.


Epidemiologia

Entrambi i fitoplasmi sono trasmissibili a mezzo della cicalina Euscelidius variegatus. In trifogliaio intensivo, la malattia progredisce nel corso degli anni, fino a creare chiazze con piante morte. Di conseguenza, nel trifogliaio prendono il sopravvento graminacee ed altre piante.