Fitoplasmosi
del Convolvolo
(Vilucchio
comune) Convolvulus arvensis L.
Le ricerche su questa infestante rizomatosa perennante sono state particolarmente attente nelle zone viticole in quanto essa è considerata una potenziale sorgente d’infezione per l’agente del legno nero della vite (Maixner et al.,1993). Recentemente sono state evidenziati fitoplasmi del gruppo 16Sr XII-A (stolbur) in piante coltivate di sedano in provincia di Trieste ed anche in piante di convolvolo. Il convolvolo è pertanto ritenuto un importante ospite secondario per fitoplasmi di piante ad interesse agrario.
Sintomatologia
Riduzioni
di sviluppo e fusto fragile che si sviluppa con difficoltà attorno a occasionali
sostegni. L’accrescimento apicale delle ramificazioni principali
tende ad arrestarsi mentre si formano nuovi germogli laterali a sviluppo
ridotto, con forte geotropismo negativo, i quali a loro volta producono
altre ramificazioni di secondo o di terzo ordine, con comportamento
analogo (scopazzi) (Grancini et al.,1973).
Le foglie sono molto piccole, di forma rotondeggiante e con seno peziolare molto aperto, di consistenza papiracea e, talvolta, con ripiegamenti tipo epinastia. Il colore delle foglie è inizialmente più accentuato (verde cupo), cui segue un progressivo ingiallimento con evidente andamento basipeto. Specie in coincidenza con periodi di siccità, si verificano accentuate fillostosi.
Le piante in stadio avanzato di deperimento non producono fiori, mentre i fiori sviluppati nei primi stadi della malattia presentano evidenti fenomeni di antolisi.
Eziologia
L’agente causale è un
ceppo del fitoplasma del gruppo dello stolbur (16SrXII (Marcone et
al., 2001; Marzachì et al., 2000) uguale
all’agente del legno nero della vite in Italia e Francia e
della Vergilbungskrankheit, della vite, in Germania.