Introduzione ai
fitoplasmi
Sintomi indotti dai
fitoplasmi
I nomi adottati per le malattie da fitoplasmi delle piante derivano generalmente da quello della pianta ospite o dai sintomi più caratteristici indotti su essa dal patogeno. Inizialmente era spesso usato il termine "malattie da giallumi" ma, sebbene i giallumi fogliari siano presenti in molte piante affette da fitoplasmi, il sintomo non è universale: in taluni ospiti infetti non si hanno mai clorosi. Inoltre, sono noti giallumi non indotti da fitoplasmi, bensì da virus.
I fitoplasmi sono microrganismi biotrofi, non possono quindi vivere al di fuori delle cellule vive dell’ospite e non sono in grado di condurre vita saprofitaria. Essi esercitano sulla pianta infetta una duplice influenza: interferiscono sul normale funzionamento dei tubi cribrosi del floema, (provocando il blocco o il rallentamento della circolazione della linfa elaborata) e alterano l'equilibrio degli ormoni e dei regolatori di crescita, (inducendo malformazioni ed anomalie dello sviluppo). Spesso anche attraverso l'osservazione dei sintomi, si possono acquisire utili indicazioni per avvalorare l'ipotesi di un’eziologia da fitoplasmi.
Sintomi conseguenti al blocco della linfa elaborata sono: accumulo di amido nelle foglie; alterazioni cromatiche (quali ingiallimenti e arrossamenti uniformi e non a mosaico) delle foglie, lamine fogliari fragili, spesse, pesanti, ripiegate sul picciolo; arrotolamenti, accartocciamenti e bollosità delle foglie; necrosi localizzate a livello di nervature, degli apici vegetativi e dei frutti; ispessimenti e spugnosità della corteccia; necrosi delle radici; riduzioni di sviluppo fino al nanismo; deperimenti delle piante. Alle fitoplasmosi sono spesso collegati sintomi di carenze nutrizionali.
Alle interferenze sul sistema ormonale della pianta possono essere attribuiti: virescenza (inverdimenti dei petali); fillodia (trasformazione di organi fiorali in foglie o germogli); proliferazione o prolificazione (sviluppo di germogli da organi fiorali); modificazioni della lunghezza degli internodi; scopazzi da gemme ascellari o avventizie, affastellamento di rami e rosettatura; gigantismo e malformazioni dei fiori; aborti fiorali; fioriture e cicli vegetativi fuori stagione (es. fioriture invernali e anticipi di ripresa vegetativa); produzione di frutti piccoli, malformati e di scarso valore.
Nelle piante affette da fitoplasmi, la comparsa dei sintomi visibili è preceduta da alterazioni intracellulari accertabili al TEM. Fra esse le più importanti sono: depositi di callosio nelle placche cribrose; accumulo di amido nei cloroplasti e loro disorganizzazione; alterazione e ispessimenti delle pareti cellulari, accumulo di polifenoli.
E' anche da tenere presente che i sintomi associati alle infezioni da fitoplasmi possono essere
influenzati da fattori ambientali. Sebbene le fitoplasmosi siano state riportate sia per regioni tropicali che temperate, esse sono più frequenti in queste ultime; la temperatura è cioè un fattore molto importante e può comportare la mancata manifestazione dei sintomi e anche la guarigione delle piante infette.
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