Introduzione ai fitoplasmi

  Generalità sui fitoplasmi


Come tutti i batteri, i fitoplasmi (ex micoplasmi) sono organismi unicellulari, delimitati da una membrana (a tre strati (spessore 0,75-10,0 nm, spesso asimmetrica) ma hanno la peculiare caratteristica di non essere dotati di una parete rigida. Secondo studi recenti essi sono il risultato di un’evoluzione regressiva dei batteri Gram-positivi quali quelli dei generi Bacillus e di Clostridium, che ha comportato una riduzione del genoma e la perdita della capacità di sintetizzare la parete cellulare. Ne consegue che essi sono pleomorfi, non hanno in pratica una forma stabile e definita.

 


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L’ultrastruttura interna dei micoplasmi, vista al microscopio elettronico a trasmissione (TEM), è abbastanza uniforme nell’ambito dei differenti fitoplasmi, pur con qualche variabilità: a) il citoplasma è poco denso, con ribosomi ben definiti e materiale nucleare fibrillare; b) il citoplasma è moderatamente elettrondenso con materiale nucleare parzialmente oscurato; c) il citoplasma è molto compatto è materiale nucleare condensato in piccole aree a rete; d) citoplasma molto disperso con, apparentemente, senza contenuto di materiale nucleare (Boatman, 1979). Occasionalmente si possono notare nei fitoplasmi anche vacuoli e corpuscoli elettrodensi di 20-60 nm, verosimilmente contenenti lipidi.

Nelle piante, i fitoplasmi si sviluppano esclusivamente nelle cellule del floema e tendono a distribuirsi, più o meno uniformemente, in tutti gli organi, radici comprese; si tratta cioè di patogeni generalizzati, sistemici. Solo occasionalmente essi sono stati rinvenuti nel parenchima o nelle cellule compagne del floema ed in alcuni casi nei tessuti del parenchima corticale. In genere essi sono più concentrati e distribuiti uniformemente nelle piante erbacee che non nelle arboree.

In sezioni ultrasottili di cellule infette si può riscontrare al microscopio elettronico fitoplasmi di forma rotondeggiante (diametro 60-100 nm), forme globose più grandi (diametro150-1100 nm) o particelle filamentose ramificate (con lunghezza da 1-2 nm a molti nm). In virtù delle piccole dimensioni e del pleomorfismo, i fitoplasmi passano da cellula a cellula attraverso i pori delle placche cribrose.

Si ritiene che la modalità di moltiplicazione più comune per i fitoplasmi sia la scissione o divisione diretta. La colonizzazione può avvenire sia nei tessuti delle piante che in quelli degli artropodi.