Introduzione: i fitoplasmi e le fitoplasmosi delle piante



I micoplasmi (ora=fitoplasmi) sono i più piccoli e i più semplici microrganismi cellulari, agenti di malattie delle piante, capaci d’autoreplicarsi. La loro associazione a malattie del gelso, della patata, dell'astro e della pawlonia fu riscontrata per la prima volta da studiosi giapponesi (Doi et al.,1967; Ishiie et al.,1967). I numerosi studi successivi hanno dimostrato l'associazione di questi microrganismi - oggi definitivamente riconosciuti come effettivi agenti eziologici - con malattie di centinaia di specie di piante, che causano malformazioni dei fiori, altre aberrazioni di crescita, giallumi e deperimenti e sono collettivamente chiamate "giallumi". In precedenza le malattie da fitoplasmi erano state attribuite a virus, data l'analogia di comportamento dei due tipi di patogeni nell’ospite vegetale.

Fin dal secolo scorso (Nocard e Roux, 1898) erano noti micoplasmi agenti di malattie degli animali, fra le quali la pleuropolmonite e alcune forme di mastite dei bovini, l'agalossia infettiva dei caprini e degli ovini, la micoplasmosi aviara o malattia cronica dei polli. Più tardi i micoplasmi vennero identificati anche come responsabili di malattie dell'uomo (polmonite atipica primaria, artriti e malattie dell'apparato respiratorio e genito-urinario). Micoplasmi vennero isolati inizialmente anche da sostanza organica in decomposizione e da animali asintomatici. Taluni sembrano essere solo commensali ma altri possono essere associati a malattie.

La similitudine per morfologia e ultrastruttura dei microrganismi trovati nelle piante con quelle note per gli animali suggerirono agli AA. giapponesi la denominazione di “organismi simili ai micoplasmi”(micoplasma-like organisms = MLOs) da attribuire ai primi.

Nel 1972-1973, sulla base di risultanze sperimentali, gli agenti dei giallumi vennero distinti in due gruppi: a) spiroplasmi, caratterizzati dalla tipica forma a spirale e coltivabili su substrato artificiale; b) agenti di virescenza o micoplasmi non elicoidali, non coltivabili su mezzo artificiale e per i quali non è pertanto possibile soddisfare completamente i quattro postulati di Koch.

Inizialmente gli spiroplasmi erano stati osservati nei tubi cribrosi di piante di Citrus affette dalla malattia dello "stubborn" (Saglio et al., 1971) e di mais con i sintomi del nanismo ("corn stunt disease") (Davis e Worley, 1973). In seguito questi microrganismi, riconosciuti come nuova entità microbica, furono identificati come responsabili di malattie di alcune altre specie di piante, delle api e di altri artropodi.

Sulla base di ulteriori studi comparativi, l' "International Committeè of Systematic Bacteriology (ICSB) Subcommettee Mollicutes" (1993) ha aderito alla proposta - avanzata da B.C.Kirkpatrick e B.B.Sears - di sostituire per i micoplasmi patogeni delle piante il nome comune di “MLO”con il termine di “fitoplasma”.

Secondo i formulatori della proposta, i criteri specifici che devono essere soddisfatti per i microrganismi da includere fra i fitoplasmi sono:

-la microscopia elettronica a trasmissione deve rilevare procarioti pleomorfici mancanti di parete;

-gli organismi devono essere reperiti nei tubi cribrosi del floema e in generale devono essere associati con malattie che causano sintomi di deperimento, giallumi e/o anomalie di sviluppo, particolarmente dei fiori;

-gli organismi sono trasmessi da cicaline, cixiidi o psille che si alimentano nel floema (flaemomizi);

-gli organismi sono resistenti alla penicillina e altamente sensibili alle tetracicline;

-il genoma di questi microrganismi è piccolo (530-1350 kbp) e il contenuto di G (guanina) + C (citosina) è basso (23-29 mol % sul totale delle basi);

-le analisi delle sequenze dovrebbero indicare che l’organismo è filogeneticamente correlato ad altri Mollicutes.